Il mercato illegale delle sostanze stupefacenti
http://www.illicitdrugmarket.net/
L'economia illegale è venuta recentemente a costituire un punto di attenzione per i sistemi di contabilità nazionale, in quanto quota significativa di produzione del reddito nazionale non compresa, finora, nelle stime ufficiali.
Il tentativo di includere la sua valutazione all'interno dei conti nazionali implica una modifica del sistema di regole che ad essi, attualmente, sovraintende [1]. Sono in corso diversi tentativi di determinazione di criteri guida per la misurazione dei fenomeni di interesse in vista della loro successiva regolamentazione internazionale. In questo ambito, definizioni e approcci di stima sono stati introdotti dall'Ufficio statistico delle Nazioni unite e dall'Eurostat. Alcune prime valutazioni sono state tentate da parte di Istituti nazionali di statistica, all'interno di gruppi di lavoro internazionali [2].
L'attenzione alla produzione di informazione ha determinato un rinnovato interesse modellistico da parte di economisti, sociologi, politologi e statistici [3]. L'investigazione relativa alle organizzazioni delle attività illegali/criminali, e alle relative strutture di supporto, si concentra sull' analisi dei mercati, sulle caratteristiche dei vari segmenti nei quali esse si articolano e sulle figure tipiche degli operatori.
E' da sottolineare l'esigenza di elaborare modelli esplicativi di attività economiche illegali di dimensione internazionale, con estesi interessi legali, anch'essi peraltro spesso coinvolti in traffici illeciti (sistemi logistici, sistemi creditizi ecc.). I modelli attualmente disponibili sono pochi e qualitativamente insufficienti.
Nell'ambito dell'analisi dell'attività illegale, un interesse particolare viene posto sui meccanismi di funzionamento dei mercati della droga, in quanto elemento rilevante di questa componente dell'economia. Il fatturato dell'industria "droga" è stimato di dimensioni notevoli, senza considerare lo sviluppo di attività legali, da essa indotto. Oltre a muovere e perturbare altri settori economici, attraverso il riciclaggio delle sue risorse finanziarie, l'economia criminale ha distolto un'ingente quota di spesa pubblica da finalità sociali per destinarla sia al contrasto dell'attività criminale, sia ad azioni di prevenzione della diffusione, sia alla cura e assistenza dei consumatori. Queste attività coinvolgono il lavoro di molte persone e professionisti nel campo medico, paramedico e dell'assistenza legale.
L'insieme delle attività, degli operatori coinvolti, dei consumatori effettivi e potenziali merita di essere classificato e valutato ed è essenziale procedere in modo interdisciplinare.
Sono attive numerose reti di studiosi, sostenute anche da organizzazioni internazionali, come l'Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze (EMCDDA), il quale ha sostenuto diverse iniziative volte all'acquisizione di informazioni sulle legislazioni nazionali e sulla loro implementazione [4].
Aspetti della massima importanza sono costituiti dalla "qualità dei dati", fondamentale per l'attività di ricerca, dall'utilizzo di dati di fonte amministrativa, per la cui utilizzazione statistica sono necessari specifici trattamenti, e dai sistemi di classificazione.
Il Consiglio italiano delle scienze sociali ha ritenuto di istituire una propria commissione di studio sul tema [5]. Essa è attualmente composta dalla socia Carla Rossi, componente del Consiglio direttivo, che la presiede, dai soci Guido Mario Rey e Alberto Zuliani e da Antonella Baldassarini, Angela Bardi, Ada Becchi, Sandro Clementi, Mariano Ferrazzano, Sandro Libianchi, Luisa Picozzi, Roberto Ricci, Giovanni Trovato.
Fra i compiti della Commissione c'è anche quello di coordinare il progetto "Illicit drug market and its possible regulatory body"; il progetto ha ricevuto il supporto finanziario dell'Open Society Institute e sarà completato nel mese di agosto 2009.
Con il contributo del Parlamento europeo, la Commissione ha organizzato nel mese di novembre 2008, a Bruxelles, un workshop su "Illicit Drug Market" [6]. Prevede di organizzare nel mese di febbraio 2009, a Roma, una giornata di studio incentrata sui metodi di stima del consumo e, più in generale, del mercato della droga.
Note:
[1] United Nations, Commission of the European Communities, Imf, Oecd, World Bank (1993), "System of national accounts", New York; Eurostat (1995), "The European system of national accounts", Luxembourg; Oecd (2002), "Measuring the non-observed economy. A handbook".
[2] Eurostat (2004), "Measurement on illegal activities", Paper presented to the 2nd Meeting of the GNI Committee, Luxembourg, 25-26 March.
[3] Per l'Italia a lavori dei primi anni '90, riassunti in Zamagni S. (a cura di) (1993), "Mercati illegali e mafie. L'economia del crimine organizzato", e al contributo di Becchi A. e Rey G.M. (1994) "L'economia criminale", si è aggiunto recentemente: Napoleoni L. (2008), "Economia canaglia. Il lato oscuro del nuovo ordine mondiale" .
[4] Per una valutazione complessiva delle attività dell'Osservatorio si veda l' "Annual report" e lo "Statistical bulletin and country overviews"; per le attività più specifiche: EMCDDA (2008), "Guidelines for estimating the incidence of problem drug use" e EMCDDA (2008), "Assessing illicit drugs in wastewater. Potential and limitations of a new monitoring approach".
[5] La Commissione è denominata: "Il mercato illegale delle sostanze stupefacenti e psicotrope e il suo indotto".
[6] Gli atti sono reperibili all'indirizzo www.illicitdrugmarket.net , sito web della Commissione.
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