Nuove frontiere della comunicazione e cosmopolitismo
La Commissione, coordinata da Giovanni Bechelloni, si è costituita nel 2004, ha poi dovuto sospendere i propri lavori per una serie di motivi contingenti per riprenderli soltanto recentemente. Si propone di analizzare un apparente paradosso: nella società della comunicazione è diventato enormemente difficile comunicare; mai, prima d’ora nella storia dell’umanità, si era resa visibile una contraddizione tanto plateale, tra i conclamati trionfi della società dell’informazione e i disagi e disastri prodotti dal costituirsi di opinioni pubbliche potenti, nazionali e mondiali, monopolizzate dalle falsità prodotte dall’ignoranza o dall’ideologia. La disarticolazione della memoria collettiva e il processo di semplificazione delle esperienze da essa prodotto generano una comunicazione che non solo è appiattita sul presente e sul negativo (i disastri che a grande velocità alimentano i media giornalistici) ma è anche ridotta in formule e circoscritta ai suoi supporti tecnici e specialistici (la memoria breve e formulaica indotta da molte scuole e università). Si produce in tal modo un nuova ignoranza, inconsapevole e spesso arrogante, sia in alto (tra le nuove élite intellettuali) che in basso (tra le nuove masse, alfabetizzate e scolarizzate), che alimenta opinioni pubbliche volatili e irresponsabili, e influenza negativamente i processi politici. La Commissione, con il suo lavoro, intende contribuire a mettere a fuoco, individuando gli ostacoli che impediscono di perseguirla come necessaria e urgente, la “nuova comunicazione” (adeguata ai percorsi della globalizzazione, della democratizzazione e delle nuove forme di cosmopolitismo che si stanno affermando) mostrando i possibili interventi correttivi, che sono, innanzitutto, cognitivi: finalizzati, cioè, a meglio comprendere i processi trasformativi in atto.






