Società e burocrazie in Italia

Per una storia sociale dell'amministrazione pubblica

Società e burocrazie in Italia
  • Anno di pubblicazione: 2009
  • Autore: Stefano Sepe, Ersilia Crobe
  • Collezione: Ricerche queste istituzioni
  • Editore: Marsilio
  • Pagine: 253
  • Codice ISBN: 9788831796552

Perché le pubbliche amministrazioni italiane funzionano in modo poco soddisfacente? Perché la qualità media dei servizi pubblici nel nostro Paese è scadente? Perché è opinione diffusa che i pubblici dipendenti lavorino poco, rappresentando una sorta di palla al piede per la collettività? Domande che ricorrono quasi ossessivamente nella pubblicistica nazionale e che sono il riflesso di un problema chiave: la competitività di un paese dipende, in misura consistente, dalle prestazioni delle organizzazioni pubbliche e dei pubblici servizi.

Per provare a fornire qualche risposta a queste domande, gli autori del volume partono dalla storia - dagli esordi dello Stato nazionale - per approdare ai problemi dell'oggi: l'analisi storica come strumento interpretativo per "leggere" problemi di scottante attualità che riguardano la società nel suo insieme.

Nei saggi che compongono il volume si cerca, innanzitutto, di sfatare alcuni luoghi comuni, dimostrando come le vicende delle amministrazioni pubbliche evidenzino l'esistenza di una costante contrapposizione tra innovatori e conservatori e ripercorrendo alcuni problemi chiave del funzionamento del sistema pubblico: l'insufficiente produttività della burocrazia; il costo crescente della spesa al quale non è corrisposto quasi mai un adeguato miglioramento dei servizi; i danni derivanti dalla pesante ingerenza della politica nella gestione dell'attività delle amministrazioni; l'uso dell'impiego nelle amministrazioni pubbliche come merce di scambio del consenso politico; la distanza tra cittadini e amministrazioni.
Ne esce un quadro frastagliato dal quale emerge come - nonostante il sistema pubblico sia cambiato, specialmente negli ultimi due decenni, in misura consistente - il livello delle prestazioni sia tuttora inadeguato rispetto alle richieste e alle esigenze dei cittadini. Il che fa emergere come la qualità delle amministrazioni sia il problema politico per eccellenza.

Indice del volume

p.

7 Prefazione
di Sergio Ristuccia
11 Premessa
di Stefano Sepe, Ersilia Crobe

Parte prima. Per una storia «sociale» dell'amministrazione

15 1. Alla ricerca dell'identità: lo studio dell'amministrazione
15 1.1. I problemi
24 1.2. La storiografia amministrativa in Italia
26 1.2.1. Sviluppi recenti

49 2. I caratteri dominanti della pubblica amministrazione italiana
49 2.1. Stato «paterno» e amministrazione paternalista
53 2.2. Modifica delle funzioni e rigidità dei modelli

65 3. Un'ipotesi di periodizzazione
65 3.1. La specificità della storia amministrativa
70 3.2. Le fasi della storia amministrativa

Parte seconda. Il ruolo della burocrazia nella storia del Paese

81 1. Burocrazia, un termine «nato male»
81 1.1. Burocrazie e parlamentarismo: una polemica antica
85 1.2. La burocrazia nel «processo di nazionalizzazione»
90 1.3. Burocrazia e amministrazione: dall'osmosi alla difficile convivenza
94 1.3.1. Alle radici di una progressiva subalternità
99 1.3.2. L'ideale dei «pochi e ben pagati»
102 1.4. Identità e immagine delle burocrazie pubbliche

115 2. Il fenomeno burocratico: le dimensioni
115 2.1. Un andamento discontinuo
118 2.2. La stabilità del primo periodo
123 2.3. Le tre «ondate»: dal primo dopoguerra ad oggi
130 2.4. Dalla prevalenza piemontese alla meridionalizzazione

Parte terza. La riforma dell'amministrazione tra mito e realtà

151 1. La frattura tra progetti e realizzazioni
151 1.1. Un interminabile dibattito
156 1.2. La riforma amministrativa come problema politico
164 1.3. Gli indirizzi del cambiamento: gli studi per la riforma dell'amministrazione
172 1.4. Una costante dei progetti di riforma: il principio di responsabilità

179 2. Conservatori e innovatori: uno scontro impari. I tentativi di rinnovamento interno dell'amministrazione
179 2.1. Organizzazione e procedure dall'Unità al xxi secolo
184 2.2. La prassi burocratica tra continuità e svolte
189 2.3. La creazione di una prassi amministrativa «nazionale»
199 2.4. Tra continuità e trasformazione: l'«accelerazione» del periodo giolittiano
203 2.5. Gli utopisti degli anni venti: il «taylorismo della scrivania»
208 2.6. Le proposte degli anni cinquanta: l'amministrazione come «impresa di servizi»
222 2.7. I nuovi utopisti: la rivista «La tecnica dell'organizzazione nelle pubbliche amministrazioni»
226 2.8. Un'innovazione senza fortuna: gli uffici Organizzazione e metodi
232 2.9. L'esperienza «Cantieri» del Dipartimento della Funzione Pubblica conclusioni

Conclusioni

249 La forma amministrativa come necessità per il Paese.

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