3 febbraio 2009 - Un confronto con gli artigiani del Nord Est
A Mestre, presso l'Associazione artigiani e piccoli imprenditori, Arnaldo Bagnasco e Luca Storti hanno discusso della questione dei piccoli imprenditori affrontata nel capitolo VI del volume ceto medio. Perché e come occuparsene, intitolato "Gli imprenditori dello sviluppo locale". L'iniziativa è inserita nell'ambito delle attività del circolo culturale Ernesto Rossi, su iniziativa della CGIA di Mestre (associazioni Artigiani Piccole Imprese di Mestre).
All'introduzione ha fatto seguito un ampio e vivace dibattito, con domande che hanno riguardato soprattutto la crisi di alcuni segmenti delle classi medie e le difficoltà dei piccoli imprenditori (più in generale delle classi medie autonome), nonché l'esigenza che dalla classe politica venga una proposta coerente e coraggiosa per la rappresentanza delle classi medie.
Ricollegandosi alle tematiche trattate nel volume, le questioni emerse possono essere ricondotte da un lato alla questione del ceto medio, ovvero ai sentimenti di malessere e ansia percepiti da una parte della società e riconducibili soprattutto all'incertezza sul proprio futuro e su quello dei figli. Si tratta delle preoccupazioni di un ceto che deve "stare a galla", ovvero mantenere posizioni di prestigio e stabilità economica in precedenza acquisite, e pensare al futuro dei figli decidendo, con molte incertezze sui risultati, dove e come attivare le risorse di cui dispone. In particolare, per quanto riguarda le istanze avanzate durante l'incontro dagli artigiani e dai piccoli imprenditori, il malessere è stato espresso in termini di seria preoccupazione per la propria attività economica in relazione alla congiuntura internazionale e a un mercato globale in cui è forte l'influenza della politica economica statunitense, alla quale molti degli intervenuti hanno addossato responsabilità.
Dall'altro lato, durante l'incontro è emersa anche la questione della politica, ovvero la richiesta di rappresentanza avanzata da strati sociali giudicati decisivi per la tenuta democratica di un Paese. Gli artigiani e i piccoli imprenditori sanno di essere una componente del ceto medio accusata spesso di comportamenti non virtuosi, quali ad esempio l'evasione fiscale, ma rifiutano con forza una definizione negativa del loro ruolo a partire da questa accusa per nulla generalizzabile; al contrario ritengono di continuare a rivestire un importante ruolo economico nei confronti della società, configurandosi come propulsori di sviluppo e benessere generalizzato. Il problema relativo al rapporto di artigiani e piccoli imprenditori con la politica è emerso come tema di interesse centrale, condiviso con l'uditorio, per future indagini.
18 febbraio 2009 - Un confronto sulla ricerca
A Milano, presso il Dipartimento di studi sociali e politici, in un seminario allargato gli autori del volume hanno dibattuto del loro lavoro con Gian Primo Cella, Marino Regini e Mario De Benedittis. Nell'incontro si è discussa l'opportunità di studiare la stratificazione delle società contemporanee guardando alle figure collocate al centro della scala sociale. In un momento di allargamento della forbice dei redditi, si tratta di guardare al mezzo della scala sociale per meglio capire il cambiamento sociale in atto. La questione del ceto medio è paradigmatica delle difficoltà oggi incontrate dai "compromessi sociali" del dopoguerra, e si presta dunque a essere una via di ingresso privilegiata allo studio più generale del cambiamento sociale.
Una parte del seminario è stata dedicata alla discussione degli strumenti analitici scelti dagli autori per lo svolgimento delle ricerche. In particolare, si è sottolineata l'importanza di unire gli aspetti della stratificazione sociale con quelli inerenti la cultura, l'evoluzione economica e la regolazione, anche per ovviare al ritardo della ricerca nell'aggiornamento puntuale degli effetti che il cambiamento economico ha sulle figure sociali. Nella discussione è emersa con decisione la raccomandazione di arrivare a modelli analitici circostanziati, in grado di reggere la verifica empirica.
Fra gli autori del volume sono intervenuti, oltre al curatore e coordinatore della ricerca Arnaldo Bagnasco, i sociologi Enrico Allasino, Nicola Negri, Costanzo Ranci, Roberta Sassatelli, Rocco Sciarrone, Giovanni Semi, Luca Storti.






